Anche quando il profano non la coglie, c’è sempre una struttura forte nella poesia e nell’arte in genere. Un complesso di regole che, stranamente, anziché imbrigliare la creatività, la esaltano.
È così anche per il vino: ci vogliono una terra vocata e un clima adatto (cioè il talento) ma ci vuole anche sapienza, gusto, misura (cioè l’arte).
La terra e il clima sono dati, l’arte si insegue studiando, imparando, cercando, meditando, provando.
In un grande vino, così come in un sonetto o in un’ottava ci sono le radici, la cultura, l’amore per la vita di chi l’ha fatto, combinati con il genius loci.